Il salto internazionale in ricerca e sviluppo

Una svolta importante arriva nel 2016 con il progetto europeo H2020 Synergy-based Open-source Foundations and Technologies for Prosthetics and RehabilitatiOn – SOFTPRO, di cui qbrobotics è partner. L’obiettivo è sviluppare protesi, esoscheletri e dispositivi per la riabilitazione degli arti superiori attraverso una robotica innovativa basata su sinergie morbide.

Qui, l’interazione uomo-macchina non è più solo fisica, ma anche emotiva e sociale. Questo tipo di ricerca passa infatti dallo studio del corpo, della mente e delle emozioni per raccogliere la sfida della robotica del futuro. Ovvero, replicare non solo l’intelligenza astratta, ma anche le nostre competenze relazionali, di movimento e di manipolazione.

L’apertura al settore biomedicale con Softhand Pro

Dal progetto nasce Softhand Pro: una tecnologia a singolo attuatore facile da usare, con una struttura funzionale molto simile alla mano umana. Un meccanismo che si presta non solo alla manipolazione di oggetti, ma anche all’interazione: con Softhand Pro, infatti, le persone amputate possono di nuovo stringere la mano agli altri o fare gesti “semplici” come intrecciare le mani.

La fortuna del nuovo prodotto è veloce: a oggi, vari grandi centri medici usano Softhand Pro nell’ambito di sperimentazioni sulla mano. Tra questi:

Ability Lab (Chicago, Illinois) – in combinazione con un polso artificiale su pazienti sottoposti alle più moderne pratiche chirurgiche di re-innervamento muscolare;

Mayo Clinic (Rochester, Minnesota) – nell’ambito di studi sulla restituzione di sensazioni tattili al paziente;

Arizona State University (Austin, Arizona) – nell’ambito di sperimentazioni con interfacce neuronali;

Hannover Medical School (Hannover, Germania) – disponibile nelle versioni ancora più leggere e compatte per sperimentazioni cliniche su pazienti. 


Il consolidamento dell’expertise internazionale di qbrobotics 

Ma il biomedicale non è l’unico settore in cui qbrobotics si muove. Sempre nel 2016, diventa partner del progetto H2020 DAEDALUS (Distributed control and simulAtion platform to support an Ecosystem of DigitAL aUtomation developerS) volto a sfruttare a pieno l’intelligenza virtualizzata dei CPS (Cyber Physical System). In questo caso, l’applicazione è legata all’industria 4.0.

I CPS sono sistemi interconnessi che interagiscono tra loro, e con l’ambiente fisico in cui si trovano, attraverso protocolli Internet standard. Analizzando i dati provenienti dall’ambiente di produzione, possono reagire in tempo reale a variazioni della domanda e auto-configurarsi di conseguenza. Con l’adozione di una piattaforma di automazione distribuita, basata su standard IEC-61499, si può arrivare a creare un ecosistema digitale che supera gli attuali limiti dei sistemi di controllo della produzione industriale. 

qbrobotics rafforza quindi il proprio accreditamento in ricerca e sviluppo a livello internazionale, diventa partner attivo in progetti di ricerca e inizia a ritagliarsi una propria identità specifica. Dal settore biomedico all’industria, la strada principale è cercare di adottare la soft robotics nei campi principali della robotica. I tempi sono maturi per il nuovo prodotto: la qb Softhand Research.

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